• Giusy Di Miceli

Caro amico ti scrivo



Ciao Bul, è passato tanto tempo dall’ultima volta che ci siamo visti. Ti ricordi? Giocavamo insieme vicino a quella discarica. Ci divertivamo a nasconderci tra le lamiere di quella macchina abbandonata. Faceva freddo e per la prima volta abbiamo visto la neve. Quanto ci siamo divertiti sprofondando tra i fiocchi morbidi tu che sei tutto bianco sparivi, non ti si vedeva quando vi sprofondavi.

Sei ancora tutto bianco? Credo di sì, mica puoi aver cambiato colore.

Il vecchio Ben è stato adottato. Almeno credo sia così, perché un giorno la zia è venuta a prenderlo e non è più tornato. Insomma ha fatto lo stesso con te. Ricordo le sue parole: “vieni Bul che abbiamo trovato una famiglia per te.” Poi mi ha guardato e ha detto che il prossimo sarei stato io. In quel momento non capivo che non ti avrei più rivisto. Pensavo ti portasse a fare quella puntura che odiamo tanto e quindi non ti ho neppure salutato. Dopo però quando è tornata e tu non c’eri ho pianto e abbaiato tanto. Non ho mangiato per tre giorni. Ero tristissimo e arrabbiatissimo con lei. Poi la fame sai… ho ripreso a mangiare. Ma non è stato più lo stesso senza di te. Ti penso sempre e mi manchi tanto.

Ho fatto amicizia con Flik. Un gatto che ha iniziato ad intrufolarsi in mezzo a noi era piccolissimo quando è arrivato. Il vecchio Ben lo aveva messo sotto la sua protezione perché qualcuno, e tu puoi immaginare chi, gli ringhiava contro e ha tentato di morderlo. Come faceva con noi quando gli davamo noia. Ma il vecchio Ben gli è saltato addosso con tutto il suo peso e gli ha piantato i denti sul collo. Senza stringere però. Gli ha ricordato chi è l’Alpha. Comunque dopo che Ben se ne è andato, Flik si è attaccato a me come una cozza e da quel momento abbiamo condiviso tutto. Ma sto divagando e forse ti sto annoiando. Come stai? La zia mi ha mostrato una tua fotografia dove giochi con una pallina in un grande giardino. Ah come ci divertiremmo insieme a giocare ho pensato… però adesso devo dirti la cosa più importante: poco tempo dopo Ben anch’io sono stato adottato. E si! Anche per me è arrivata una bella famiglia una bella casa ed un grande giardino dove gioco con due piccoli umani. Sono un po’ birbantelli ma ci divertivamo un mondo assieme. Anche Flik è venuto con me. Sono stato irremovibile non sarei andato da nessuna parte senza di lui. Sono molto felice adesso… ma tu mi manchi… c’è tanta luce Bul c’è tanta luce che non riesco a vedere niente. Che succede? Ti chiedo scusa amico mio perché ti ho scritto una bugia. C’è tanta luce e fa freddo qui mentre sono sdraiato sull’asfalto. Piove. Flik è poco più avanti non si muove ed io non riesco a raggiungerlo perché non riesco ad alzarmi. Stavamo giocando, stavamo correndo e poi… sbam! Ho sentito tanto dolore. Ma adesso non sento più dolore. Questa luce così calda, così invitante mi avvolge e mi riscalda. Mi invita a lasciarmi andare ma io spero sempre di rivederti ed anche se resto qui su questa strada bagnata aspetto sempre di vedere il tuo muso. Ho paura lo ammetto, ho tanta paura. Sto morendo? Oh! il vecchio Ben è tornato! È lì che mi guarda mi sta aspettando e anche Flik. Che bel pelo che ha sembra brillare.

Scusami Bul ma non ti posso più aspettare. Devo andare. Adesso sento che mi posso alzare. Non sento più dolore mi stiracchio e poi provo a correre.

Mi sento bene adesso anche se non sono stato fortunato come te, la mia vita è sempre trascorsa in questa discarica ed anche se non ho mai ricevuto una carezza da una mamma umana, in qualche modo sono stato felice con Ben, Flik e la zia che ci portava da mangiare. Adesso non ho più paura, mi sento forte e leggero, non ho né fame né sete e davanti a me c’è un prato talmente grande e verde, che correrò fino a quando non avrò più fiato. E lì ti aspetterò amico mio. Perché un giorno lo so, tornerai e correremo insieme senza più preoccuparci di strade, di auto e umani che ci prendono a sassate. Non piangere per me, non odiare nessuno.

Ti voglio bene amico mio

Jack


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